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Riflessioni dettate sui tempi di guerra

 È una grande cosa scrivere senza usare la penna. So usare bene tante cose, macchinari, mezzi, attrezzi e me la cavo anche con qualche conoscenza di informatica. Ma ammetto, scrivere solo dettando è proprio una bellissima sensazione. Lo so, lo so, dirà qualcuno: guarda che queste cose sono a disposizione di tutti da tanto tempo. Finora ho avuto altro da fare, anche adesso lavoro ma ho molto più tempo libero per scrivere qualche pensiero da pubblicare su un blog.
 Dobbiamo stare molto attenti, è così cambiata la percezione della vita che in poco tempo siamo passati dall'essere persone che, illudendoci, crescevano in una società avanzata dove si tendeva al miglioramento sociale globale alla possibile minaccia nucleare. Nemmeno nei film veniva presa in considerazione, dovevamo vedere "The Day After" per avere un'idea di quanto sia terribile se qualcuno schiacciasse quei famosi bottoni delle valigette di cui abbiamo molte volte sentito parlare. Guerre e guerre riempiono i telegiornali, per fortuna che non le possono nascondere, e noi siamo meno preoccupati di quando la nazionale non si qualifica ai mondiali di calcio. Pensiamo alle guerre solo per l'aumento dei carburanti e si parla di quella in Ucraina perché sta ai nostri confini. Non sono un pacifista, ma un cittadino del mondo quello sì. 
 Da giovane mi piaceva molto discutere di politica e problemi sociali soprattutto con chi non era delle mie idee. Adesso, quasi senza rendermi conto, da alcuni anni ho deciso di non andare più al voto. Devo ammettere a malincuore che aveva ragione chi mi diceva che alla maggioranza dei politici interessa solo il loro lauto stipendio e il potere.

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